Centro Clinico

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Cosa compromette il benessere della coppia?

Cosa spinge l’individuo al desiderio di un legame di coppia? Sembra essere incisivo in questo la motivazione alla costruzione di un legame di attaccamento con un altro significativo, ovvero una relazione emozionale che possa essere fonte di sicurezza per l’individuo (Castellano, Velotti, Zavattini 2010).

John Bowlby (1969, 1973) ha definito come il legame di attaccamento costituisca un sistema motivazionale innato che predispone fin dalla nascita l’individuo a costituire un legame preferenziale con una figura significativa (generalmente la madre) in grado di fornirgli amore, protezione e soddisfacimento dei bisogni fondamentali, garantendogli in tal modo la sopravvivenza. L’individuo durante il suo percorso di vita stabilisce diversi legami di attaccamento ai quali sono affidate quattro funzioni fondamentali: ricerca e mantenimento della prossimità, rifugio sicuro, protesta alla separazione, base sicura. Il legame di coppia costituisce uno di questi legami preferenziali in cui l’individuo tende a ricercare la vicinanza del proprio partner (prossimità), nei momenti di difficoltà cerca sostegno nella coppia (rifugio sicuro), esprime dolore per l’assenza del proprio partner (protesta alla separazione), ha fiducia nella disponibilità del proprio partner gestendo in modo adeguato i comportamenti di esplorazione e le attività cognitive ed affettive relative al mondo esterno (base sicura).

Le esperienze di attaccamento insicuro avute nell’infanzia con le figure significative incidono sulla possibilità di stabilire un legame di coppia sereno. In questo senso, a partire dalle esperienze relazionali infantili, si definiscono in età adulta strategie di regolazione delle emozioni che l’individuo ripropone nella relazione di coppia. Individui che hanno fatto esperienza di figure di attaccamento responsive e disponibili riproporranno nella coppia strategie di regolazione delle emozioni efficaci che gli consentiranno di sperimentarsi in una relazione appagante e serena. Al contrario individui che hanno fatto esperienza di figure significative non disponibili e responsive riproporranno nella relazione strategie di regolazione delle emozioni inefficaci e interferenti con il benessere della coppia. Si definiscono pertanto in età adulta degli stili di attaccamento insicuro. Si può definire un attaccamento evitante in cui si utilizza come strategia di regolazione delle emozione la tendenza al ritiro e a fare affidamento principalmente su di sè per affrontare i problemi con al conseguenza di uno scarso coinvolgimento emotivo nella coppia. Mentre si distingue un attaccamento ansioso quando l’individuo tende a regolare le emozioni esprimendo le proprie paure e il proprio disagio amplificandolo, mostrandosi estremamente fragile (Shaver, Mikulincer, 2002). Entrambi questi stili di attaccamento insicuro minano il benessere della coppia andando a precludere la possibilità di una relazione intima e appagante in cui le quattro funzioni fondamentali dell’attaccamento possono essere portate a compimento.

Com’è possibile affrontare le difficoltà affettive? Spesso l’individuo si può trovare ad affrontare difficoltà relazionali che generano sofferenza e disagio. La possibilità di rivolgersi ad un esperto per potersi confrontare sulle difficoltà presenti è un’occasione per poter ridefinire la propria problematica e poter superare il proprio disagio. Tra le possibili soluzioni è indicata la psicoterapia con un professionista esperto e adeguatamente formato per poter rispondere alle esigenze dell’individuo. La psicoterapia di coppia consente di favorire il benessere della relazione focalizzando sulle aree di disagio relazionale. Tuttavia non sempre entrambi i partner sono motivati ad affrontare questo tipo di percorso. In tal caso è indicata la psicoterapia individuale, essa anche promotrice di benessere per il soggetto non trascurando come a partire dal lavoro sul singolo si possa definire un “effetto domino” che contribuisca a favorire il benessere della coppia.

Bibliografia testi  e articoli consultati:

Bowlby, J. (1969). Attachment and Loss, vol. 1: Attachment, New York: Basic Books (trad. it. Attaccamento e perdita, vol. 1: L’attaccamento alla madre. Torino: Bollati Borighieri, 1982)

Bowlby, J. (1973). Attachment and Loss, vol. 2: Separation: Anxiety and Anger, New York: Basic Books (trad. it. Attaccamento e perdita, vol. 2: La separazione dalla madre. Torino: Bollati Borighieri, 1982).

Castellano R., Velotti P., Zavattini G.C.(2010). Cosa ci fa restare insieme?Attaccamento ed esiti della relazione di coppia. Bologna: Il Mulino.

Shaver, P.R., Mikulincer, M. (2002). Attachment-Related Psychodynamics in Attachment and Human Development. Special Issue: The Psychodynamics of Adult Attachment-Bridging the Gap between Disperate Research Traditions, 4, pp. 133-161.

Calendario Aglast 2016

L’associazione A.G.La.S.T. propone il calendario 2016 sul quartiere Borghetto prenestino. Passa in sede a ritirarne una copia e lascia un piccola donazione alla nostra associazione di volontariato…ti aspettiamo!
Associazione di volontariato A.G.La.S.T. Viale della Venezia Giulia, 77.

 

 

Ottobre Mese del Benessere Psicologico

Cos’è il Mese del Benessere Psicologico?
Il Mese del Benessere Psicologico è una campagna di sensibilizzazione e promozione della cultura del benessere della persona che punta a migliorare la qualità della vita.
Il Mese del Benessere Psicologico è realizzato grazie alla disponibilità di psicologi, liberi professionisti, i quali offrono consulenze e seminari gratuiti.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di :

  • Promuovere il Benessere Psicologico come valore fondante e ideale della qualità di vita di ciascuna persona, come  fattore di crescita personale e di mantenimento dell’equilibrio  dell’esistenza personale e sociale;
  • Informare sul ruolo dello psicologo e sulle sue funzioni nonché sull’esistenza di centri e studi  sul territorio che erogano servizi clinici e di consulenza  affinché si abbia un’alternativa al servizio pubblico;
  • Far conoscere il panorama delle professionalità che ruotano attorno al mondo della psicologia per  sapere, a seconda dei casi, a chi sarebbe più opportuno rivolgersi (psichiatra, neurologo assistente sociale ecc).

Cos’è il Benessere Psicologico?

E’ la condizione psicologica e fisica ottimale che permette di:

  • stare bene con se stessi e con gli altri
  • realizzare se stessi e raggiungere i propri obiettivi
  • prendere decisioni      risolvere difficoltà nelle relazioni
  • sapere affrontare gli eventi stressanti

Il benessere psicologico migliora la qualità di vita e aiuta a prevenire possibili disagi nel rapporto con se stessi e con gli altri. La ricerca del proprio benessere promuove  la crescita personale e migliora la convivenza civile tra le persone.

Fonte:  http://www.sipap.it/mese-del-benessere-psicologico/

“MINORI. Gli adolescenti a rischio tra internet, alcol e droga”

Indagine Sip con numero speciale rivista ‘Conoscere per crescere’

(DIRE – Notiziario Minori) Roma, 15 mag. – IL 93% dei minori utilizza lo smartphone per accedere a internet, il 56,6% chatta la sera dopo cena e circa il 40% continua a farlo fino a tardi, in una fascia oraria che interferisce con il sonno. Il 15% dichiara di aver postato un proprio ‘selfie’ provocante e il 48% di avere amici e compagni che postano selfie provocanti, e almeno il 13% ha praticato gioco d’azzardo online. Sono i dati più recenti raccolti dalla Società italiana di pediatria (Sip) su un campione di 2.107 studenti e studentesse di terza media (età 11-13 anni), che “evidenziano uno scenario poco confortante se si pensa che se da un lato l’adolescenza, per cause sociali, tende spesso a protrarsi sconfinando in quella che un tempo era definita l’età adulta, dall’altro vede la progressiva anticipazione di numerosi comportamenti ad alto rischio, tra i quali la dipendenza e l’uso improprio di internet ed il consumo di droghe ed alcol”. Lo scrivono Marcello Lanari, pediatra e direttore scientifico della rivista ‘Conoscere per Crescere’ della Sip, e Franca Golisano, direttore responsabile della stessa rivista edita Editeam, nell’articolo di apertura del numero speciale 2015 intitolato ‘Adolescenza a rischio? Non lasciamoli Soli!’.

L’indagine ha evidenziato che il 28,3% degli intervistati fuma, il 7% fa uso di cannabis e il 56% dichiara di avere amici che ne fanno uso, il 13% assume cocaina e il 16,3% altri tipi di droghe. Il 45,4% consuma occasionalmente vino, il 50% birra e il 23% liquori. Circa il 40% non pratica sport o lo pratica per un tempo inferiore alle due ore settimanali. “L’errore più clamoroso e imperdonabile che potremmo commettere- proseguono gli autori- è dunque lasciare soli questi ragazzi, sacrificandoli all’indifferenza di un mondo che sembra oggi obbedire alle sole logiche del mercato e continua spesso ad operare tagli indiscriminati alla spesa pubblica, prendendosi poca cura delle nuove generazioni che sono il vero investimento per il futuro di tutti”. Per Lanari e Golisano “c’è quindi bisogno di unire le forze di genitori, educatori, pediatri, istituzioni per tutelare il loro benessere psicofisico, preservare l’ambiente e agire tempestivamente sulle numerose insidie che mettono talvolta a repentaglio la qualità della vita dei ragazzi di oggi. Perché gli adolescenti di oggi non sono solo, anche se fanno notizia, quelli del cyberbullismo, dei cori razzisti negli stadi o delle violenze del branco. Sono soprattutto, invece, quelli che credono nell’amicizia e nella solidarietà, quelli che rivendicano l’insindacabile diritto a una scuola all’avanguardia e in grado di assicurar loro una formazione adeguata al mondo del lavoro.

Sono talvolta- ricordano- anche quelli che, nella propria ingenua inesperienza, sono convinti di non aver nulla da imparare su sessualità e affettività e si sentono onnipotenti, nonché invulnerabili, ad esempio, alle malattie sessualmente trasmissibili e alle gravidanze indesiderate. Sono quelli di una generazione di giovanissimi tecnologicamente avanzati e disinvolti, eppure fragili, impacciati nelle relazioni interpersonali dirette, smarriti in un mondo che non incute loro fiducia, spesso muti e impietriti nel silenzio dei loro bisogni inespressi. Sono quelli che cercano sempre di più al di fuori della famiglia le risposte ai propri dubbi e i modelli comportamentali a cui ispirarsi. Sono loro quelli da non lasciare soli”. E’ questo il “razionale che ci ha spinti a realizzare un numero speciale di ‘Conoscere per Crescere’ interamente dedicato agli adolescenti, che mettiamo a disposizione di genitori, educatori ed operatori di salute- concludono- per testimoniare un impegno ed una presenza forte nella vita dei nostri ragazzi”.

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